

Reviewer Angela De Benedictis - Università di Bologna
CitationAlle lettrici e ai lettori italiani Luise Schorn-Schütte è nota per la fortunata sintesi su La Riforma protestante, (prima traduzione Bologna, Il Mulino, 1998, ristampa 2001, nuova edizione aggiornata 2017), nonché per la breve monografia su Carlo V (Roma, Carocci, 2002). Nel leggere il suo recente libro Die Teilung der Macht. Eine Geschichte der Frühen Neuzeit, si può innanzitutto osservare come si tratti di una storia della prima età moderna che prende in esame prevalentemente quella parte d’Europa contraddistinta dalle conseguenze della riforma protestante. Non è forse un caso – almeno, così pare a chi scrive questa breve recensione – che l’introduzione sia datata 31 ottobre 2025, ovvero nel giorno dell’anno che in Germania è tradizionalmente festivo nei Ländern (territori, stati) Luterani e Riformati.
Nelle due parti e nei nove capitoli del libro l’ipotesi di partenza, nonché la metodologia seguita, è di analizzare questa storia attraverso la molteplicità di punti di vista dei contemporanei riguardo mutamenti e trasformazioni degli ordinamenti, su come potessero confrontarsi tradizioni del ceto nobiliare e del ceto contadino con pretese imperiali di potere di governo (Herrschaft). E ancora, l’Autrice pone il problema se l’esigenza di “libertà cetuale” contro il potere monarchico fosse non tanto un superfluo relitto, quanto piuttosto la caratteristica di due doppie e parallele prime età moderne, in cui convivevano concezioni e pratiche di monarchia mixta (sostanzialmente, l’Europa delle monarchie composite già evidenziata da John Elliot nel 1992). Ciò consente a Schorn-Schütte di criticare con forza il concetto di modernizzazione, per lungo tempo prevalente nell’interpretazione storiografica, come dimostra nei capitoli del libro, per un’epoca che va dal 1517 al 1789.
Nella I parte, i fondamenti di questa Europa sono indagati secondo le rappresentazioni della prima età moderna e la storiografia in tema (Teil I: Grundlagen. I. Was ist Europa?), le basi demografiche, le strutture economiche, gli ordinamenti sociali e religiosi di un’Europa delle regioni (II. Ein Europa der Regionen).
Nella II parte si racconta l’Europa (Europa erzählen) domandandosi se intorno al 1530 si fosse verificato un cambiamento improvviso oppure una trasformazione a lungo termine, iniziati con la riforma luterana (III. Umbruch oder langfristiger Wandel? Europa um 1530) e caratterizzata dal conflitto tra Ottomani, Asburgo e Valois.
Nel IV capitolo, in una prima parte centrata sul ruolo della religione nei conflitti per il potere intorno al 1555 (Europa um 1555: Herrschaftskonflikte und Herrschaftsverdichtung: Die Rolle der Religion), vengono presi in esame Europa del nord ed Europa centro-orientale, Spagna, Paesi Bassi e Francia, l’Impero germanico, l’Europa sudorientale e la Russia. In una seconda parte dello stesso capitolo (Europa um 1555: Vom «Patt» zur Gewalt legitimierenden «politischen Theologie») le problematiche sono quelle del ruolo della “Notte di San Bartolomeo” (1572) e sui conseguenti dibattiti sulla resistenza, sulla funzione dei “Monarcomachi”, sulla concezione di monarchia mixta vs. monarchia universalis.
Nel V capitolo (Europa um 1600: Ständische gegen monarchische Herrschaft. Konflikte um politische Grundwerte) i conflitti su valori politici fondamentali, ovvero tra potere di governo cetuale contro quello monarchico, sono considerati per gli sviluppi in Spagna, Inghilterra e Francia, nell’Impero germanico e degli Asburgo d’Austria, per le repubbliche di Polonia e dei Paesi Bassi, per la Svezia e la Russia, riguardo il repubblicanesimo della Confederazione Elvetica e gli stati cittadini italiani (unico caso citato, Venezia).
Il VI capitolo è dedicato alle conseguenze della Pace di Westfalia nel mutamento dei poteri di governo dopo la fine della Guerra dei Trent’anni (Europa um 1650: Herrschaftswandel durch Krieg?), nonché al ruolo della guerra nella costruzione dello stato (Europa um 1650: Krieg und «Staatsbildung»).
Nel VII capitolo si pone il problema della nuova centralità del potere monarchico e dell’assolutismo (Europa um 1700: Die Wiederkehr der Könige – Absolutismus als «work in progress») nelle diverse differenziazioni regionali, riguardo le alternative al potere di uno solo, al potere dinastico, a una società dei principi strutturata gerarchicamente (Europa um 1700: Dynastische Macht, zusammengesetzte Monarchien und eine hierarchisch geordnete Fürstengesellschaft).
Il capitolo VIII, in una prima parte, muove dall’Europa del 1750 alle strutture coloniali oltremare per le guerre che vi sono combattute (VIII. Europa in der Welt 1750: Neue Kriege und koloniale Strukturen); in una seconda parte (Europa in der Welt 1750: Herrschaft als «autoritärer Gesellschaftsvertrag» und republikanische Ordnung in den Kolonien) confronta la concezione e la pratica di contratto sociale autoritario e ordinamento repubblicano nelle colonie.
L’ultimo capitolo, il IX, è centrato su tre date fondamentali, 1776, 1789, 1791, e sul problema se e come se ne possa parlare in termini di nuovi ordinamenti e/o continuità (Europa 1776, 1789, 1791: Neue Ordnungen und Kontinuität), nonché delle dinamiche costituzionali (Dynamik durch Verfassung). Naturalmente sono dedicate riflessioni alla dichiarazione francese dei diritti dell’uomo, come pure alla politica di potenza delle grandi potenze europee.
L’epilogo, il X capitolo, (Dynamik und Tradition) sintetizza quanto analizzato nei capitoli precedenti e conferma le ipotesi di partenza del libro.
Ciò che rappresenta una totale novità rispetto ad altre opere del genere è il fatto che l’Autrice sceglie, per ogni capitolo, un personaggio simbolo (Personalisierung) delle corrispondenti epoche e problematiche. Per puri problemi di spazio, chi scrive non può ora neppure riprendere tali profili. Vale però la pena di riferirne almeno i nomi. Si tratta del principe elettore Federico il Saggio di Sassonia (capitolo III: Kurfürst Friedrich der Weise von Sachsen, 1463–1525. Kampf um das Bekenntnis und um ständische «Libertet»); del riformatore polacco Johannes á Lasco (capitolo IV: Johannes á Lasco, 1499–1560. Polnischer Reformator in Europa); di Georg Erasmus Freiherr von Tschernembl, nobile austriaco e rappresentante della libertà cetuale (capitolo V: Georg Erasmus Freiherr von Tschernembl, 1567–1626. Österreichischer Adliger und Vertreter «ständischer Libertät»); del cardinale Melchior Khlesl come consigliere politico degli Asburgo (capitolo VI: Kardinal Melchior Khlesl, 1552–1630, als Politikberater); del predicatore di corte e giurista Samuel Benedict Carpzov (capitolo VII: Oberhofprediger Samuel Benedict Carpzov, 1647–1707, und die zeitgenössische Obrigkeitskritik); di Martha Washington, moglie del presidente degli Stati Uniti Georg Washington (capitolo VIII: Martha Washington, 1731–1802. Die erste First Lady der Vereinigten Staaten von Amerika); della regina Luisa di Prussia (capitolo IX: Königin Luise von Preußen, 1776–1810. Das Königspaar als monarchisches Elternpaar).