IX, 2026/1

Andrea Ciampani, Thomas Kroll (eds.)

Transnational Encounters?

Review by: Mario De Prospo

Editors: Andrea Ciampani, Thomas Kroll
Title: Transnational Encounters? European Elites, International Associations and National States (1882-1914)
Place: Berlin-Boston
Publisher: De Gruyter Oldenbourg
Year: 2025
ISBN: 9783111680590
URL: link to the title

Reviewer Mario De Prospo

Citation
M. De Prospo, review of Andrea Ciampani, Thomas Kroll (eds.), Transnational Encounters? European Elites, International Associations and National States (1882-1914), Berlin-Boston, De Gruyter Oldenbourg, 2025, in: ARO, IX, 2026, 1, URL https://aro-isig.fbk.eu/issues/2026/1/transnational-encounters-mario-de-prospo/

PDF

Questo volume collettaneo è dedicato all’emergere di una variegata élite transnazionale in Europa, tra gli ultimi anni del diciannovesimo secolo e lo scoppio della Prima guerra mondiale. Il tema del libro viene affrontato attraverso alcuni saggi che rappresentano dei concreti casi di studio incentrati su alcune di queste arene di socializzazione «for transnational encounters or gathering, spaces where new social and political actors emerged», sorte nei decenni di interesse e rappresentate da organizzazioni di natura non-governativa, dove «transnational elites convened exchanging information, formulating programs, and often asserting claims to influence the politics of nation-states» (p. 5).

Il manifestarsi di tali organizzazioni e il consolidarsi di queste élite permettono indubbiamente di ripercorrere l’intervallo temporale in questione sotto una luce diversa. Viene così permesso al lettore di osservare l’affermazione e il funzionamento di questi spazi e gruppi di confronto al di fuori degli ambiti dello Stato-nazione e delle logiche di competizione tra le potenze del Vecchio Continente. In un ribaltamento di prospettiva, a partire da luoghi di socializzazione settoriali, si può osservare come questi gruppi riescano, o almeno provino, a influenzare la discussione pubblica e l’agenda politica dei paesi di appartenenza, soprattutto nelle sfere economica, sociale e culturale, ponendosi non solo come semplici élite della conoscenza, ma anche come capaci di influenzare decisioni rilevanti, le agende politiche e il discorso pubblico delle società di provenienza.

Il testo si caratterizza per la ricchezza e la varietà dei casi di studio. Dopo le premesse metodologiche dei curatori che spiegano come si tiene assieme complessivamente l’opera, Giovanna Tosatti, prova a delineare, negli anni in questione, le principali dinamiche di formazione dei vertici della burocrazia italiana e come i settori più sensibili ai temi della riforma sociale si affaccino sull’arena transnazionale.  Jens Späth, invece, si focalizza su un’analisi delle interazioni all’interno dell’Internazionale socialista, una cooperazione sicuramente cercata, ma non sempre facilitata dall’essere, per questi quadri, rappresentanti di strutturati e peculiari partiti nazionali e spesso più semplici se al di fuori di meccanismi di rappresentanza ufficiali. Christoph Cornelißen ci guida invece all’interno della cooperazione sviluppatasi in ambito storiografico, seguendo un processo complessivo di professionalizzazione della professione dello storico attraverso i congressi internazionali di scienze storiche e, al contempo, illustrando come questi incontri rafforzassero a livello nazionale la reputazione degli studiosi partecipanti.

Ad una dimensione di associazionismo in campo economico-sociale sono dedicati invece i contributi di Andrea Ciampani, Thomas Kroll ed Elisabetta Caroppo. I saggi sono incentrati rispettivamente sul Movimento cooperativo transnazionale, sull’Associazione internazionale di diritto del lavoro e sull’Istituto internazionale delle classi medie, istituzioni che, similmente, provarono a far emergere una prospettiva riformatrice e a interpretare il proprio ruolo come luogo di dialogo per tenere a freno la conflittualità e le prospettive più radicali, che nei contesti nazionali sembravano essere meno sotto controllo.

Fortemente legate alla realtà tedesca sono le vicende dell’Associazione internazionale di filosofia del diritto, ricostruita da Maurizio Cau, a partire dai tentativi di un gruppo di intellettuali settoriali, di imporre il proprio approccio non solo teorico, ma anche pratico al modo di fare legislazione. L’attività di questa associazione troverà importanti sponde nella tradizione di studi giuridico-filosofici del nostro paese, in un passaggio cruciale, non solo per le vicende della Germania, in cui la sfera d’azione dello Stato, e quindi anche dei legislatori, abbraccia in maniera via via più crescente i vari aspetti della vita dei propri cittadini.

Il volume si chiude poi con il contributo del belga Peter Heyrman, che presenta un interessante strumento per lo studio delle élite, ovvero il database contestuale ODIS sviluppato dall’università di Lovanio, che consente di collegare persone, fonti e istituzioni, con l’ambizione di fornire una base informativa su cui svolgere ulteriori sforzi di ricerca sul tema.

Un libro, senza dubbio, denso, che si propone di affrontare un’ambiziosa sfida: partire da elementi consolidati nella ricerca e andare oltre. L’obiettivo dichiarato è superare una mera dimensione comparativa, guardando queste vicende con uno sguardo paneuropeo e seguendo un approccio capace di superare gli steccati noti delle diverse impostazioni storiografiche. Il punto di arrivo, nelle intenzioni degli autori, è una rinnovata sintesi che favorisce l’incontro tra la storia delle istituzioni, quella degli intrecci transnazionali e quella sociale delle élite.

Le premesse e le ambizioni di questo collettaneo sono, senza dubbio, mantenute. Anche un lettore non direttamente interessato alle vicende delle élite transnazionali europee in quei decenni può apprezzare la qualità del progetto e del risultato. Sicuramente ne può ricavare stimoli riflettendo su periodi successivi in cui gli scambi transnazionali furono ulteriormente ampliati e istituzionalizzati, e le reti relazionali abbracciarono una dimensione che andava ben oltre quella europea e le sue propaggini americane. Senz'altro i casi di studio del volume ci offrono la premessa e un possibile approfondimento all’inizio del percorso di quella che alcuni studiosi hanno identificato come «Global Community» (Arika Iriye, Global Community: The Role of International Organizations in the Making of the Contemporary World, Los Angeles, University of California Press, 2002) e, alternativamente, «International Society» (Erez Manela, International Society as a Historical Subject, in «Diplomatic History», 44/2, 2020, pp. 184-209).