IX, 2026/1

David von Mayenburg

Rechtsgeschichten des Bauernkriegs

Review by: Angela De Benedictis

Authors: David von Mayenburg
Title: Rechtsgeschichten des Bauernkriegs. Agrarische Revolten zwischen Mittelalter und Früher Neuzeit
Place: Köln
Publisher: Böhlau Verlag
Year: 2025
ISBN: 9783412533588
URL: link to the title

Reviewer Angela De Benedictis - Università di Bologna

Citation
A. De Benedictis, review of David von Mayenburg, Rechtsgeschichten des Bauernkriegs. Agrarische Revolten zwischen Mittelalter und Früher Neuzeit, Köln, Böhlau, 2025, in: ARO, IX, 2026, 1, URL https://aro-isig.fbk.eu/issues/2026/1/rechtsgeschichten-des-bauernkriegs-angela-de-benedictis/

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Bene informati giuridicamente, attori razionali e sempre più orientati a composizioni pacifiche del conflitto. Questo il profilo dei sudditi protagonisti della Guerra contadina tedesca del 1524-1525 che risulta chiaramente dal recentissimo volume di David von Mayenburg, ancora più di quanto già non fosse in base alla precedente e fondamentale monografia del 2018 Gemeiner Mann und Gemeines Recht. Die Zwölf Artikel und das Recht des ländlichen Raums im Zeitalter des Bauernkriegs.[1] 

Le ‟storie” giuridiche delle rivolte agrarie analizzate tra tardo medioevo e prima età moderna costituiscono la ripresa di precedenti dieci saggi apparsi tra il 2009 e il 2024 (bibliograficamente aggiornati[2]), ai quali l’Autore ne aggiunge altri due. Uno dedicato alla soluzione giuridica del conflitto come alternativa alla violenza (Artikulieren, Verhandeln, Prozessieren – Rechtliche Konfliktlösung als Alternative zur Gewalt?, pp. 381-440), l’altro sui processi dei sudditi come alternativa alla sollevazione (Untertanen Prozesse als Alternative zum Aufstand? Der Hohmark Pillersee gegen die Weichsteuer der Abtei Rott am Inn, pp. 483-529).

Ricordo che von Mayenburg è titolare della cattedra di storia del diritto moderno, storia del diritto ecclesiastico e di diritto civile presso la Wolfgang-Goethe Universität di Frankfurt am Main. È anche opportuno sottolineare che, insieme ad altri studiosi, ha ideato l’opera in quattro volumi Handbuch zur Geschichte der Konfliktlösung in Europa, un manuale sulla storia della soluzione dei conflitti in Europa dall’antichità all’età contemporanea. Ognuno dei volumi analizza, grazie al contributo di diversi studiosi, la dimensione storica della decisione su controversie politico-religiose, sulla base di ricerche su differenti territori con metodo comparativo. Il volume sul medioevo è stato curato proprio da von Mayenburg, Konfliktlösung im Mittelalter (Berlin, Springer, 2021). I diversi capitoli sono dedicati ai problemi fondamentali dell’accesso alla giustizia, alla soluzione del conflitto attraverso la faida, al rapporto tra oralità e scrittura, alle fonti giuridiche delle procedure medievali, ai luoghi, agli attori, alle donne come parti nella soluzione dei conflitti, ai re nello stesso ruolo, ai papi nello stesso ruolo, ai sinodi nello stesso ruolo, ai vescovi nello stesso ruolo, all’ordalia, al giuramento, ai tribunali arbitrali, alla soluzione dei conflitti nel processo, alla differenziazione del diritto criminale, infine all’appello e alla dispensa come strumenti per la soluzione dei conflitti.

Se mi sono soffermata su tutti questi temi, è perché sono sostanzialmente tutti presenti nelle diverse parti e articolazioni di Rechtsgeschichten des Bauernkrieges, e perché danno l’impronta alle quattro parti della struttura del libro: I. «Akteure: Bauern und Juristen» (pp. 31-131); II. «Programmatik: Die Zwölf Artikel Zwischen Reform und Utopie» (pp. 131-170); III. «Dogmatik: Bäuerliche Konflikte und ius commune» (pp. 171-380); IV. Praxis: «Die Bauern und das Recht in Südwestdeutschland, Thüringen und Tirol» (pp. 381-536).

Nella prima parte, su contadini e giuristi come attori, risultano particolarmente interessanti le pagine dedicate ai contadini attraverso metafore animali: bovini da tiro o uccelli liberi se si tratta della proprietà della persona; come maiali se creature minacciose; come rane in relazione al rapporto tra obbedienza e disobbedienza; come vaccari, in analogia ai ‘pazzi svizzeri’ e all’esperienza politica della Confederazione svizzera (pp. 42-54).

È poi esaminata la figura del contadino come ribelle nella tradizione dello Jus Commune  e nella letteratura sulle sollevazioni della prima età moderna, dove la problematica viene affrontata in base al linguaggio quotidiano, al diritto romano e al diritto canonico, alla legislazione e alla dottrina di diritto comune (pp. 59-91), concludendosi con il tentativo di comprendere l’interpretazione del contadino ribelle come non contadino.

Ai famosi Dodici Articoli, visti come riforma e/o utopia è dedicata la seconda parte del libro di von Mayenburg.  Le loro rimostranze, i loro gravamina, sono analizzati in quanto testi giuridici riguardo agli articoli 4, 5, 8 e 10 sull’ordinamento giuridico agrario. Da sottolineare lʼ

evidenziazione (sempre sulla base di fonti primarie) di quanto di teologico sia nel diritto, e della Bibbia come fonte del diritto agrario.

Conflitti contadini e ius commune dal punto di vista della dogmatica costituiscono l’oggetto della terza parte del libro, ove l’analisi è di tipo begriffsgeschichtlich, di storia dei concetti. Seditio, factio, rebellio, tumultus, turba, perturbatio e la loro trasformazione nella trattatistica di primo XVI secolo mostrano come nel diritto canonico avvenga una giuridicizzazione di argomenti teologici dal punto di vista giuridico-politico (Nicholas Bohier, De seditiosis, 1514 e le sue fonti; Conrad Braun, de Seditionibus libri sex, 1550 e le sue fonti, ad esempio; pp. 181-193).

Nel diritto ecclesiastico i ‟contro” concetti – si potrebbe dire – di oboedientia, tranquillitas, quies publica hanno una radice fondamentale nella legislazione pontificia, in decreti conciliari etc. von Mayenburg non trascura, tra l’altro, di prendere in considerazione il giurista Bartolo da Sassoferrato (1313/1314-1357) anche in relazione al suo pensiero sul crimen laesae maiestatis (pp. 210-220).

Riguardo le diverse interpretazioni sulla guerra contadina del 1525, risultano rilevanti i meccanismi di soluzione dei conflitti da parte di giudici arbitrali, nella riflessione storiografica del rapporto tra diritto e rivoluzione (pp. 333-377).

Nella quarta parte, sulla prassi, l’Autore entra in alcuni casi specifici di conflitti nella Germania sudorientale, Turingia e Tirolo, da trattative iniziali ai successivi processi tra signori e comunità contadine. Mi soffermo qui brevemente sul conflitto tra l’abbazia di Rott e la comunità di Rott, in Tirolo (p. 519). Inizialmente l’abate cercò di dimostrare inammissibili le rimostranze contadine sulle imposte pretese, coinvolgendo in ciò anche il superiore signore territoriale, allora i duchi di Baviera Ludwig e Wilhelm. Il 30 settembre 1523 iniziava la prima negoziazione davanti al governo di Innsbruck, alla presenza dei soli avvocati dei contadini. Il processo venne quindi aggiornato al 25 novembre dello stesso anno, e poi di nuovo al primo aprile 1524. Pure in questa ultima data, però, non si pervenne ad alcuna conclusione, dal momento che l’abate aveva avanzato un contro ricorso. Il primo luglio 1524, secondo il tribunale, le due controparti avrebbero potuto infine reagire in modo adeguato. Ma a questo punto non si arrivò, per il rifiuto della parte signorile. Da qui il Bauernkrieg, l’uso della violenza di fronte al diritto violato.

 

[1] David von Mayenburg, Gemeiner Mann und Gemeines Recht. Die Zwölf Artikel und das Recht des ländlichen Raums im Zeitalter des Bauernkriegs, Frankfurt am Main, Vittorio Klostermann, 2018. Già da me recensito: https://aro-isig.fbk.eu/issues/2019/2/gemeiner-mann-und-gemeines-recht-angela-de-benedictis/ e in «Zeitschrift der Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte. 137 Band. Kanonistiche Abteilung», 106, 2020, pp. 447-451.

[2] Compresi gli altri volumi presentati in questo Forum: Thomas Kaufmann, Der Bauernkrieg. Ein Medienereignis, Freiburg, Herder, 2024; Lyndal Roper, Summer of Fire and Blood: The German Peasants' War, New York, Basic Books, 2025; Gerd Schwerhoff, Der Bauernkrieg. Geschichte einer wilden Handlung, München, C.H. Beck, 2025.