

Reviewer Mara Dissegna - FBK ISR
CitationIn un momento storico in cui le vicende mediorientali sono parte della cronaca quotidiana, un volume come quello di Maher Charif e Issam Nassar colpisce per le diverse angolazioni con cui la storia del popolo palestinese viene analizzata.
Già nel titolo, gli autori introducono il tema centrale del volume: come le vicende di questo popolo costituiscano una lunga sequenza di diversi movimenti nazionali che portano alla formazione di un’identità precisa: quella palestinese. A partire dalla prima epoca ottomana, gli autori accompagnano il lettore attraverso secoli di storia della regione per illustrare la formazione di tale identità nazionale e arrivare ai giorni nostri.
I due autori sono importanti studiosi palestinesi. La loro formazione si sviluppa attraverso lo studio presso diverse università mediorientali, europee e statunitensi, offrendo un approccio estremamente interessante alla questione, basato sull’intreccio tra fonti mediorientali e occidentali nell’analisi della situazione. Il testo nasce come volume universitario destinato agli studenti mediorientali, una sorta di punto di vista interno che, appunto per la sua destinazione d’uso, appare estremamente interessante e, al contempo, fornisce un approccio diverso da molta della letteratura sviluppatasi nell’ultimo periodo sulla tematica in questione.
L’analisi storica si basa su un approccio particolarmente interessante sotto vari punti di vista. Innanzitutto, come già detto, l’approccio “interno” della vicenda fornisce una lettura che si discosta da molte altre e offre un esempio tradotto in italiano di un testo nato in arabo nel 2018 per l’Istituto di Studi Palestinesi di Beirut.
Scorrendo poi le pagine di questo volume, che, tra l’altro, si leggono piacevolmente, gli autori accompagnano il lettore in una ricostruzione storica basata su fonti molto diverse tra loro. In primo luogo, per l’origine: abbiamo fonti istituzionali e private (report di ambasciatori come diari di viaggiatori) che rendono le descrizioni molto dinamiche grazie alla loro diversità di punti di vista. In secondo luogo, le fonti possono essere di origine mediorientale oppure occidentale. Anche in questo caso il punto di vista può cambiare, ma il racconto riesce ad amalgamare queste prospettive mostrando come questa identità palestinese si sviluppi attraverso la complessità della situazione. Le fonti poi si distinguono fra loro per tipo: si passa da fonti di storia militare a fonti di storia economica e sociale, come anche di storia diplomatica e internazionale, o anche di tipo religioso. È proprio dall’incrocio di fonti così diverse e così ben amalgamate che l’affresco storico si compone, offrendo una prospettiva che inserisce la vicenda locale in un’analisi più ampia e globale.
In questo contesto emerge quindi l’identità palestinese come qualcosa che non esiste da sempre, ma che nasce e si sviluppa poco a poco, scontrandosi e confrontandosi non solo con l’elemento ebraico, ma anche con una serie di altre vicende etniche e culturali che, piano piano, le danno forma. In questo modo, la partecipazione dell’elemento ebraico alla storia di questo popolo viene inserita in una dimensione di lungo periodo, che permette di comprendere come l’origine di diverse dinamiche sia da ricercare in un passato diverso da quello che siamo abituati a credere. Un esempio di questo può essere l’origine della proprietà fondiaria palestinese, collegata all’epoca delle tanzimat, che ha poi creato particolari problematiche nella storia del Novecento e della convivenza ebraico-palestinese. Al contempo, le vicende locali si confrontano con quelle europee e globali, mostrando quanto l’influenza reciproca sia estremamente forte.
Il volume è corredato da un importante apparato di note a chiusura che dimostra, ancora una volta, quanto il lavoro sia estremamente approfondito e ricco di spunti di riflessione.
Rispetto alla prima edizione del 2018, la traduzione edita da Carocci presenta un capitolo finale che si interroga sul futuro dopo le vicende del 7 ottobre 2023, andando a toccare tutti i principali nodi della vicenda, sia da un punto di vista locale sia da quello internazionale. Inoltre, il volume presenta un ultimo breve contributo di Chiara Rioli con una disamina della principale bibliografia sulla tematica della storia palestinese.